Proposta per un casinò a Treviso

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 casinò a TrevisoPensare di aprire un casinò municipale per reperire mezzi economici atti a garantire ai propri cittadini la migliore qualità della vita possibile. L’idea è del consigliere del gruppo misto  di Treviso che, con una mozione presentata la scorsa settimana, ha impegnato il sindaco e la giunta ad attivarsi presso lo Stato e la Regione per verificare la possibilità di aprire un casinò.
 
Il consigliere parte dal contesto economico che vede il Comune di Treviso, come tutti i comuni italiani, «nella necessità di reperire i mezzi economici per garantire ai propri cittadini la migliore qualità della vita possibile» e sottolinea che «che questa situazione impone un orientamento politico radicalmente diverso impostato sull’autosufficienza economica e minor tassazione».
 
Visto che «i Casinò costituiscono una sostanziosa fonte d’entrata economica per i Comuni che li ospitano;che l’Italia, contrariamente a molti altri stati (solo la Slovenia ne ha 10), ha solo 4 casinò e che, con quello di Venezia (1638), può vantare il primato del più antico del mondo; che già nel 2002, la Regione Veneto ha fatto un tentativo autonomo per creare nuove case da gioco ma è stata bloccata dalla Consulta; che la scelta di non autorizzare lo sfruttamento legale del gioco d’azzardo in appositi luoghi selezionati è determinata dalla sola volontà da parte dello Stato di fermare i flussi di giocatori diretti oltre frontiera», il consiglio pertanto spinge l’amministrazione a non perdere quella che sembra proprio essere una grande opportunità.
 
Infatti, «la presenza di un casinò, completato da altre attività commerciali e dell’intrattenimento anche non obbligatoriamente ad esso collegate, pur avendo implicazioni sociali, politiche ed economiche da discutere, avrebbe sicuramente una forte attrattiva turistica oltre che una grande capacità di reperire risorse economiche».
 
Senza contare che «la normalizzazione di questo sistema contribuirebbe a limitare le conseguenti patologie (ludopatia, disturbi ossessivo-compulsivi, dipendenza, tempo e somme spese) ravvisate in alcuni giocatori».
 
Ed è proprio questo punto che rischia di non trovare sponde nell’amministrazione che sta lavorando, con l’assessore alle politiche sociali, a un regolamento per allontanare luoghi di gioco dalla città. Senza contare che le nuove sale di videolottery in programma in città hanno scatenato le proteste dei cittadini.