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Il tribunale di La Spezia ha emesso una sentenza storica, che sicuramente farà parlare e dividerà l’opinione pubblica.
Molto probabile inoltre che il dibattito si sposti anche negli ambienti giurisprudenziali, vista la delicatezza della materia in questione.
Andando nello specifico, un giudice ha annullato un debito di gioco di ben 40.000 euro che un giocatore 40enne residente ad Ameglia (riconosciuto poi patologico) ha accumulato nel corso del tempo con alcuni centri scommesse. E’ la prima di questo genere in Italia, ed ovviamente è stata per il giocatore come destarsi da un lunghissimo incubo.
Proprio a causa del gioco d’azzardo patologico, infatti, l’uomo ha progressivamente perso tutto, non solo dal punto di vista materiale, ossia riducendo all’osso il suo patrimonio, ma anche dal punto di vista affettivo, dato che è stato lasciato dalla moglie e i figli sono stati affidati a quest’ultima.
Pur di continuare a sperare di poter recuperare le somme perse, è entrato nella classica spirale: effetti firmati ai centri scommesse che gli concedevano di giocare a credito.
I debiti accumulati però non dovranno essere pagati, perché il giudice ha riconosciuto l’uomo incapace di intendere e di volere quando ha firmato assegni e vaglia cambiari e quindi affetto da patologia inerente il gioco d’azzardo.
La sentenza è ovviamente di primo grado e i centri scommesse faranno sicuramente ricorso in Appello. Le parole dell’avvocato del giocatore però appaiono sicure al riguardo: “La sentenza, anche se pendente in appello, rasserena gli animi perché rende giustizia su una condizione psicofisica indebolita del soggetto e sottoposta a tutti i condizionamenti che possano avere come oggetto il gioco d’azzardo.
Il mio assistito ha vissuto una situazione allucinante ma ora ha deciso di ricostruirsi un futuro. Sicuramente si tratta di una sentenza innovativa con la quale il giudice ha riconosciuto al gioco d’azzardo una patologia”.
La questione non termina qui però, perché al tribunale di Carrara è in corso un altro procedimento che vede coinvolta un’agenzia di scommesse locale. L’agenzia reclama un credito di ben 8.000 euro, frutto sempre di assegni firmati nel periodo in cui non era nel pieno delle sue facoltà mentali.
Sentenza storica: Debiti di gioco annullati per giocatore patologico di
Luca Ronchini -
Sentenza Storica a La Spezia, il cui tribunale ha annullato tutti i debiti di gioco di una persona riconosciuta ludopatica. - Data:
2013-01-18
Luca Ronchini -
Sentenza Storica a La Spezia, il cui tribunale ha annullato tutti i debiti di gioco di una persona riconosciuta ludopatica. - Data:
2013-01-18





















