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C’è da dire che fin quando era ancora un fenomeno di nicchia non si erano registrati particolari degni di nota, ma siccome già da qualche anno il poker è diventato gioco molto popolare, allo stesso tempo nei casinò si è cominciata a sentire la differenza.
Negli Stati Uniti, così, circa due anni fa il poker online è stato chiuso (come non ricordare il Black Friday) e questo ha dato il la per poter eliminare i tavoli di poker dal vivo e rimpiazzarli con altri tipi di giochi, molto più redditizi per le case da gioco. È un fenomeno che continua ancora, anche e soprattutto a Las Vegas.
In realtà tutto parte leggermente da più lontano, dal 2006 per la precisione. In quell’anno infatti è diventato effettivo l’UIGEA, ossia l’Unlawful Internet Gaming Enforcement Act.
Sulla stessa scia, quindi, la scelta dei casinò di abbandonare il poker va vista unicamente come una scelta saggia, che porti a preservare gli introiti, già duramente penalizzati dalla crisi globale e dal drastico calo di ingressi. Quanto detto, però, sembra valere principalmente per i piccoli casinò, dato che nei grandi non sembra esserci ancora quest’esigenza.
Daniele Paveniti -
Con le nuove leggi emanate ci si interroga su quale sarà il futuro del poker a Las Vegas. - Data:
2013-04-09





















