Cipro tenta di rilanciare l’economia attraverso i casinò

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Il governo cipriota le prova tutte per superare lo stallo della crisi in cui il Paese è piombato, e si studiano piani strategici come il bando esistente sulle case da gioco e le esenzioni fiscali per le società che reinvestono i loro profitti a Cipro.
 
Nel piano illustrato dal presidente Nicos Anastasiades in un incontro coi ministri, vengono elencati 12 punti che saranno presto discussi, come si evince dalle sue parole: “Il Piano – ha detto il capo dello Stato – sarà discusso e verrà sottoposto all’approvazione del Parlamento entro le prossime due settimane”.
 
Gli operativi lavorano all’eventualità di aprire casinò da circa 30 anni, visto anche il forte afflusso di turisti stranieri.
 
C’è però il problema della Chiesa ortodossa e dei gruppi che a Cipro vengono chiamati “di autodifesa sociale”, che continuano strenuamente ad ostacolare la nascita di case da gioco, viste unicamente come covi dei peggiori mali della società, quali denaro sporco, prostituzione, suicidi e divorzi.
 
Tuttavia si sta rivalutando l’idea di dare il via libera alle case da gioco, idea già caldeggiata dall’ex presidente comunista Dimitris Christofias (nonostante avesse giurato solennemente di non autorizzare mai l’apertura di luoghi dove si praticasse il gioco d’azzardo).
 
In questo periodo il governo starebbe prendendo in esame uno studio riguardo la fattibilità dei casinò, che era stato già portato avanti dall’Organizzazione per il Turismo di Cipro nel 2008 (Cto). Tutto questo per tentare di risollevare l’isola dalla crisi, giudizio della Chiesa ortodossa a parte.
 
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La crisi a Cipro si cerca di superare attraverso l'apertura ai Casinò. - Data: